Nuove tecniche di implantologia dentale: dizionario odontoiatrico

Sviluppo ed evoluzione del settore

Nuove tecniche di implantologia dentale CBCTCon l’evoluzione del settore dentario si sono sviluppate nuove tecniche di implantologia dentale, tra cui ovviamente Eagle Grid, che sebbene spiegate in modo dettagliato all’interno dei vari siti, sono talvolta difficili da comprendere in mancanza conoscenze mediche o di un dizionario odontoiatrico.

 

Approcci diversi nelle nuove tecniche di implantologia dentale

Le principali nuove tecniche di implantologia dentale rientrano oggi nella categoria del carico immediato.

Tuttavia al suo interno ci sono diverse opzioni che a seconda della gravità del problema si agganciano all’osso residuo in modo differente.

Nel caso specifico di Eagle Grid l’approccio è tale per cui è possibile applicare il principio in modo universale a tutti i pazienti.

 

Termini tecnici dentistici peculiari e più generali

Di conseguenza alcuni termini tecnici sono peculiari proprio perché alcuni componenti degli impianti o parti anatomiche vengono interessati da questo approccio più che da altre tecniche.

Per riuscire quindi a decifrare adeguatamente i diversi approcci adottati e le soluzioni implantologiche proposte dalle nuove tecniche di implantologia dentale riportiamo qui di seguito un glossario contenente la maggior parte dei termini tecnici utilizzati.

Glossario

ABCDEFGHILMNOPQRSTUVZ

Alginato
È un materiale di impronta costituito da un derivato dalle alghe ( acido alginico ) : mischiato con acqua determina un idrocolloide di consistenza molle/fluida che in pochi minuti solidifica. Può essere aromatizzato per meglio essere tollerato in bocca dai pazienti. Non è un tipo di impronta considerata di precisione. Si usa in genere per lo studio di casi clinici e/o ortodontici.

 

All on fournuove-tecniche-di-implantologia-dentale-all-on-four-eaglegrid
È un protocollo di implantologia dentale consistente nel far caricare la masticazione di una intera arcata solo su 4 impianti ( all on four = tutto su quattro ). I due impianti dentali esterni sono inclinati a 45° in modo da consentire alla protesi di allungarsi fino a 10/12 denti. Questo protocollo viene usato per evitare tecniche rigenerative quali rialzo di seno. Nella mandibola ha la sua massima espressione sfruttando l’osso anteriore tra le due emergenze nervose del nervo mentoniero.

 

All on six
Impianti dentali all on four con 6 impianti anzichè 4. L’unica variante è nel poter inserire gli impianti tutti paralleli tra loro.

 

Alveolo dentale
Cavità ossea residua dopo l’estrazione di un dente. Viene colmato da un coagulo sanguigno che nel tempo si organizza in osso primario che nel tempo si mineralizza. Il tempo di guarigione per una implantologia dentale post-estrattiva (del dente) varia da 4 a 6 mesi.

 

Analogo (da gesso)
È un falso impianto, una sua replica in metallo che viene inserito nel gesso durante lo sviluppo delle impronte di un impianto. Consente di avere l’esatta replica in gesso delle condizioni che si hanno in bocca, potendo così permettere all’odontotecnico di lavorare per la costruzione protesica.

 

Anamnesi
Raccolta delle informazioni sanitarie del paziente riferite alle sue pregresse malattie di carattere generale. Deve comprendere anche eventuali allergie o intolleranze. Serve per calcolare i fattori di rischio delle cure odontoiatriche nell’ambito delle controindicazioni assolute o relative alle cure implantologico/chirurgiche. È d’obbligo; viene compilata dal paziente mediante un modulo a crocette con l’aiuto del sanitario.

 

Anestesia intralegamentaria
È un tipo di anestesia che agisce solo sul singolo dente. Viene iniettata l’anestesia nel legamento alveolo-dentario, quel legamento che unisce la radice dentaria all’osso. Dal legamento l’anestesia raggiunge l’apice del dente determinando la perdite di sensibilità del dente in oggetto. È un tipo di anestesia che non entra in circolo; utile per interventi di estrazione, otturazione o devitalizzazione.

 

Anestesia plessica
È un tipo di anestesia di un intero settore dentario potendo coinvolgere 2 o più denti. Si esegue iniettando l’anestetico a livello della gengiva in prossimità delle radici dei denti da anestetizzare. L’anestesia penetra attraverso la porosità dell’osso raggiungendo l’apice delle radici dentarie e anestetizzando il/i denti. Ha la sua massima indicazione nel mascellare superiore data la porosità dell’osso. Si usa per interventi chirurgici parodontali di interi settori dentari, per otturazioni , devitalizzazioni e impianti dentali. Non indicata nei settori molari mandibolari data l’estrema compattezza dell’osso che non consente il passaggio dell’anestetico .

 

Atrofia Ossea
Fenomeno di perdita ossea verticale e trasversale che si verifica
dopo la perdita del dente.

Barra di Ackermann
Nella protesi sostenuta da impianti è una struttura metallica che consente l’ancoraggio della dentiera. Ha la forma di una barretta a spessore cilindrico che viene avvitata stabilmante agli impianti. La protesi dentale la contiene in spessore e si aggancia ad essa mediante delle clip a cavaliere o mediante gommini. Consente la rimovibilità della protesi stessa che però resta in posizione in maniera molto stabile.

 

Barra fresata
Analogamente alla barra di Ackermann la ritenzione di una protesi dentale totale può essere garantita mediante una barra avvitata agli impianti che è stata modellata e fresata dal laboratorio odontotecnico. La barra fresata ha una componente di accoppiamento che è inserita stabilmente nella dentiera; barra e controbarra si affrontano con estrema precisione, tale per cui non necessitano di clip o gommini per la ritenzione.La barra fresata , per le sue caratteristiche di rigidità e precisione, contrariamente alla barra di Ackermann, esercita sugli impianti dentali una forza elevata nelle 3 dimensioni. Si consiglia quindi l’utilizzo su impianti lunghi e con diametro importante.

 

Biomateriale
Il termine indica del materiale che sia bio compatibile in genere destinato alla terapia rigenerativa. Per ricostituire delle porzioni di osso, si usa come “impalcatura” del materiale di sostegno che deve essere poi sostituito da un nuovo osso formatosi dal processo biologico di ossificazione del paziente. Il biomateriale può essere definito anche come osso sintetico, può essere in polvere da miscelare con apposito liquido indurente o in blocchetti preformati.

Carico immediato
È un protocollo implantare che consiste nell’effettuare subito il carico protesica appena posizionato l’impianto. L’impianto inserito nell’osso ha necessità di un tempo congruo per osteointegrarsi. Se però la stabilità di inserzione lo consente, cioè se è molto stabile nell’osso ( più di 35 Newton/cm ) possiamo evitare di attendere e usarlo subito. L’impianto si osteointegrerà durante il suo funzionamento. Un utilizzo implantare al di fuori dei parametri descritti può però portare al fallimento implantare per mancata integrazione. Il carico immediato va valutato da caso a caso anche in considerazione alla qualità dell’osso.

 

CBCT

Cone Beam Computer Tomography: immagini in 3D dell’osso eseguite da apparecchio radiogeno con emissione di basso dosaggio di radiazione eseguibile anche in strutture ambulatoriali (studi dentistici).

Dental Scannuove-tecniche-di-implantologia-dentale-dental-scan
È una apparecchiatura radiologica che consente di ottenere scansioni 3D delle arcate dentarie. Come se l’osso venisse “affettato” in sezioni di pochi millimetri e come se ogni sezione potesse essere presa e vista in controluce come una vecchi lastra radiologica. La Dental Scan si può stampare o vedere sul monitor del PC.

 

Dima chirurgica
È un ausilio alla chirurgia implantare. Consiste in una mascherina in resina sterilizzabile, che appoggiata sull’osso o sulla gengiva del paziente ci aiuta a posizionare nella giusta posizione le frese degli impianti e ci aiuta a trovare la loro giusta inclinazione. La dima chirurgica viene realizzata dopo esecuzione di un esame 3D del paziente e con l’utilizzo di programmi dedicati di diagnosi implantologica.

Edentulismo, edentulia
È la condizione clinica in cui si trova un paziente dopo che perso degli elementi dentali. L’edentulia può essere totale : cioè nessun dente in arcata; parziale: cioè perdita di denti solo in un settore, anteriore o posteriore; o intercalare: cioè perdita di uno o più elementi a cavallo di altri denti ancora presenti.

Fixture
È sinonimo di vite implantare o impianto dentale endosseo.

 

Flapless
Consiste nell’inserire gli impianti nell’osso senza fare un lembo gengivale. Dopo anestesia locale si procede, in genere guidati da una dima chirurgica, a forare l’osso direttamente, senza scollare la gengiva soprastante. La guarigione avviene senza punti di sutura e senza gonfiore.

Impianto Endosseo
Impianto a forma di radice dentale (cilindrico o conico) inserito bucando

 

Impianto Sottoperiostale
Implantologia che sfrutta l’appoggio all’osso al di sotto del periostio.

Modello 3D
Modello in resina costruito da stampanti 3D , esatta replica dell’osso del paziente, ricavato mediante esame CBCT.

 

Monconi implantari
Pilastri cilindrici che connettono la protesi dentaria all’impianto sottostante.

Osso alveolare
È l’osso che accoglie le radici dentarie. Il dente, nella porzione della radice è ancorato all’osso. L’osso cui si ancora si chiama alveolare.

 

Osteointegrazione
Fenomeno biologico di adesione dell’osso ad un corpo estraneo
(quale titanio o zirconio) in condizioni di sterilità e assoluta stabilità all’osso.

 

Overdenture
È un tipo di protesi dentale totale, cioè di tutta una arcata, che viene tenuta in posizione mediante impianti. La ritenzione può essere con barra fresata o con barra di Ackermann. La protesi dentale è rimovibile per l’igiene orale quotidiana: il paziente dopo aver mangiato deve rimuovere la protesi, pulirla e pulire la barra in bocca.

Perimplantite
È una infiammazione cronica attorno all’impianto che nel tempo conduce alla perdita dell’impianto stesso. Si localizza attorno al colletto implantare dove c’è la gengiva, vi risiedono batteri che colonizzano la superficie implantare sostenendo una infezione/ infiammazione cronica che genera un ambiente acido che contribuisce alla rarefazione di osso e alla sua perdita in senso verticale in profondità. Nel tempo questa perdita ossea mina la stabilità dell’impianto fino a determinarne la perdita.

 

Periostio
Membrana che ricopre l’osso sotto lo strato della gengiva.

 

Protesi combinata
È un tipo di protesi in cui ad una componente fissa viene aggiunta una componente mobile. È tipico dell’uso degli scheletrati. Ad una protesi dentale di un settore, in genere anteriore, vengono saldati dei ganci o attacchi di precisione ai suoi estremi. A questi attacchi , a baionetta, si inserisce uno scheletrato costituito da una struttura metallica che porta i denti mancanti. Lo scheletrato viene rimosso per igiene dopo aver mangiato.

 

Protesi dentale fissa su impianti
Una volta che l’impianto è stato posizionato e si è integrato, questo simula una radice dentale artificiale. A questa radice viene aggiunto un moncone o altra struttura in modo da connetterlo a una corona dentale. La protesi fissa su impianti non è rimovibile dal paziente che avrà il comfort di avere denti fissi come prima della perdita dentale.

 

Protesi mobile
Consiste in una protesi dentale di una intera arcata o di parte di essa che può e deve essere rimossa dal paziente per l’igiene orale quotidiana. Volgarmente chiamata “ dentiera” può restare in posizione durante la masticazione per l’intima precisione con le gengive, mediate colla per dentiere o mediante l’ancoraggio a impianti (overdentures).

Recessione gengivale
Consiste nella perdita di attacco gengivale attorno a un dente in corrispondenza del colletto. Il colletto dentale è la gengiva che aderisce al dente tra la radice e la corona. Una recessione gengivale comporta l’esposizione di parte di radice dentale, evento che può precedere altri fenomeni quale carie della radice o infiammazioni per sovrapposizione di batteri: gengivite cronica detta anche in passato piorrea.

 

Riabilitazione dentale
Piano di trattamento che consiste nel rimettere al paziente i denti mancanti. La modalità della riabilitazione dipende dal numero di denti mancanti e dalla quantità di osso eventualmente utile agli impianti.

Scheletrito
È una struttura metallica, in genere costituita dalla fusione di una lega metallica, che serve a sostenere dei denti di protesi. È una protesi rimovibile, cioè che il paziente deve togliere per igiene quotidiana. Lo scheletrato resta in posizione mediante ganci o attacchi di precisione che lo bloccano a denti o ponti fissi ancora presenti in bocca.

 

Sedazione cosciente
L’intervento chirurgico genera spesso ansia e agitazione al paziente, nonostante l’anestesia tolga il dolore. La sedazione cosciente viene indotta farmacologicamente con ansiolitici per bocca o in vena e genera uno stato di torpore o sedazione senza che il paziente perda conoscenza, garantendo una miglior collaborazione e sopportazione allo stato di ansia durante l’intervento chirurgico.

 

Seno mascellare
È una cavità appartenente all’apparato respiratorio ai lati del naso nel mascellare superiore. Sono 2 i seni mascellari : destro e sinistro; al di sotto di essi abbiamo i denti del mascellare superiore, al di sopra comunicano con la cavità orbitaria. I seni mascellari sono rivestiti da una mucosa: la membrana di Shneider.

 

Sinterizzazione titanio
Procedimento per cui un raggio laser ad alta intensità determina microfusioni
di polvere di titanio (laser melting).

Titanio
Metallo per eccellenza in implantologia, biotollerabile e privo di reazioni allergiche.

 

Transfernuove-tecniche-di-implantologia-dentale-transfer
Detto anche trasferitore di impronta è un componente metallico di diverse forme o dimensioni necessario alla presa di impronte sugli impianti. Consente di trasferire su modello in gesso, la posizione tridimensionale che l’impianto ha in bocca, potendo così consentire all’odontotecnico di avere in mano l’esatta replica della situazione in bocca del paziente al fine della costruzione della protesi.

Vite di guarigione
L’impianto dentale in genere guarisce e raggiunge l’integrazione ossea sotto gengiva. Quando lo si deve usare lo si deve connettere alla protesi e prima di questo passaggio deve essere esposto chirurgicamente. La vite di guarigione consente di formare un tunnel gengivale che garantisce l’accesso all’impianto in qualsiasi momento senza dover ogni volta traumatizzare la gengiva.

 

Viti da osteosintesi
Viti in titanio autofilettanti usate in traumatologia per fissare le fratture ossee.